Il prezzo del caffè al bar lo decide il tuo conto, non il listino del vicino. Con 20 centesimi di macinato, 50 di lavoro al banco e 30 di quota fissa, una tazzina ti costa 1 € senza IVA. Per lasciarti 20 centesimi in tasca devi venderla a 1,32 €. Sotto quel prezzo il caffè lo regali tu.

Il vicino ha cambiato il cartello: tu cosa fai?

Ottobre, la saracinesca si alza e il bar di fronte ha un foglietto nuovo sulla macchina. Da 1,20 € a 1,30 €, oppure da 1,30 € a 1,40 €. Tu lo vedi dalla porta. Il primo pensiero è sempre quello: mi allineo anche io? Il secondo è peggio: faccio finta di niente?

Prima di rispondere guarda dove sta il mercato. Il 1° ottobre 2026 Altroconsumo ha pubblicato i prezzi del caffè al bar in 19 città: una tazzina costa oggi tra 1,20 e 1,40 €. Il rilevamento è di giugno 2026. A Bolzano si pagano 1,51 €, a Catanzaro 1,08 €. Stesso caffè, 43 centesimi di distanza. Nella maggior parte delle città l’aumento dal giugno 2021 è fra il 15 e il 35%, con altri 3-8 centesimi arrivati fra giugno 2025 e giugno 2026.

Il dato più utile è l’ultimo: nessuno sa dirti quale sia il prezzo giusto del caffè, perché non esiste. Esiste il prezzo giusto per il tuo bar.

Qual è il prezzo minimo del tuo caffè?

Il prezzo del vicino racconta il suo affitto, il suo torrefattore e le sue ore di lavoro. Non racconta le tue. La media nazionale ti dice dove si trovano gli altri, mentre il tuo conto ti dice sotto quale cifra non puoi scendere.

Il conto ha tre voci. I numeri sono un esempio, tondi apposta: sostituiscili con i tuoi.

Quanto costa una tazzina, senza IVA
Macinato, zucchero, tazzina0,20 €
Lavoro al banco0,50 €
Quota fissa (affitto, utenze, macchina)0,30 €
Costo pieno1,00 €
+ quello che vuoi che ti resti+0,20 €
Prezzo senza IVA1,20 €
× 1,10 (IVA al 10%)1,32 €

La quota fissa si trova dividendo per il numero di caffè che servi al mese quella parte di affitto e bollette che ti senti di attribuire al banco. Se ne servi 5.200, cioè 200 al giorno per 26 giorni, 1.560 € di costi fissi fanno proprio 30 centesimi a tazzina.

Ora guarda cosa vale ogni prezzo sul mese, sempre con 200 caffè al giorno.

Prezzo al bancoTi resta a tazzinaTi resta al mese
1,20 €0,09 €≈ 470 €
1,30 €0,18 €≈ 945 €
1,40 €0,27 €≈ 1.420 €

Dieci centesimi sul cartello valgono quasi 470 € al mese. A 1,20 € lavori un mese intero per lasciarti nove centesimi a tazzina. Il vicino a 1,20 € può farcela se paga metà del tuo affitto. Oppure sta perdendo soldi senza averlo contato. In entrambi i casi non lo scopri guardandogli il cartello.

Cosa fai se il tuo conto dice più del mercato?

Succede: il tuo prezzo minimo è 1,32 € e a due vie di distanza c’è chi vende a 1,20 €. Hai tre strade. Nessuna è fare finta di niente.

La prima è abbassare il costo: la quota fissa, il lavoro al banco, il listino del torrefattore. La seconda è giustificare il prezzo con qualcosa che il cliente vede, perché chi è indistinguibile dagli altri cinque bar della piazza non può chiedere un centesimo in più. La terza è lasciare che quel caffè guadagni poco di proposito, perché porta gente che prende anche la brioche. In quel caso lo sai prima di deciderlo. Un margine basso scelto è una strategia, un margine basso scoperto a novembre è un problema.

Quanto puoi alzare senza perdere abitudinari lo trovi in Di quanto puoi alzare il prezzo del caffè senza perderci?. Come si costruisce un listino intero dai propri costi è nella guida ai prezzi del bar.

Cosa fai domani mattina

  1. Prendi la calcolatrice e rifai la tabella del costo con i tuoi numeri: macinato dalla fattura del torrefattore, lavoro dal costo orario, quota fissa dai costi del mese diviso i caffè serviti.
  2. Moltiplica per 1,10 dopo aver aggiunto il margine che vuoi tenere. Il risultato è il tuo prezzo minimo. Scrivilo sul retro del listino.
  3. Annota i prezzi dei tre bar più vicini, una volta sola. Servono a sapere quanta strada hai da fare, non a decidere il tuo.

Il cartello del vicino si guarda in dieci secondi, il tuo conto in dieci minuti. Quale dei due ti paga l’affitto?

Su questo blog di conti così ne trovi uno ogni settimana.

Domande frequenti

Quanto costa un caffè al bar in Italia nel 2026?

Fra 1,20 e 1,40 € in gran parte delle città, secondo l’indagine Altroconsumo pubblicata il 1° ottobre 2026 su prezzi di giugno. Bolzano è la più cara con 1,51 €, Catanzaro la più economica con 1,08 €.

A che prezzo devo vendere il caffè per non perderci?

Almeno al costo pieno di una tazzina più il margine che vuoi tenere, con l’IVA sopra. In un esempio tondo il costo pieno è 1 € senza IVA e vendere a 1,32 € lascia 20 centesimi a tazzina. Il tuo numero lo trovi sommando macinato, lavoro al banco e quota fissa.

Posso tenere il caffè basso e guadagnare sul resto?

Sì, se lo scegli e lo misuri. Il caffè basso funziona quando porta clienti che consumano anche altro: allora conta il margine della colazione intera, non della tazzina. Se invece prendono solo il caffè, ogni tazzina sotto costo pieno ti costa soldi.

Devo allinearmi al prezzo del bar accanto?

No, il suo prezzo nasce da costi che non conosci. Guardalo per sapere dove sei rispetto alla zona, ma decidi dal tuo conto: se il tuo prezzo minimo è più alto del suo, serve un motivo che il cliente veda oppure un costo da tagliare.